Duemilatrenta

È come se ci fossimo addormentati una notte del 2020 e ci fossimo svegliati nel 2030

"Corre l'anno 2030 […] Si esce con la maschera antigas,
Sull'autobus c'è la business class
E per entrare in chiesa, ci vuole il pass
Ormai si parla solo tramite Internet”.

E ancora:

"Prima divisero Nord e Sud, poi città e città
E, pensa, adesso ognuno è chiuso nella propria stanza
L'intolleranza danza, non c'è speranza”.

Infine, J-Ax quasi profetico:

"L'inno nazionale suona tipo marcia funebre
Il sesso virtuale è più salubre in quanto che c'è
Un virus che si prende tramite il sudore
E in 90 ore si muore
L'HIV in confronto sembra un raffreddore
È un esperimento bellico sfuggito
E il risultato è che nessuno fa l'amore”.

Credo che gli Articolo 31 siano stati la mia prima cassetta insieme ai LunaPop (😱) che mi comprarono i miei genitori da bambino. Ed è per questo motivo che ancora oggi ho un legame affettivo con le canzoni degli Articolo 31.

E anche se non credo sia un esperimento bellico sfuggito, come recita la canzone, credo che oggi ci troviamo realmente nel 2030.

Sono giorni che rifletto su questo:

  • La maggior parte di noi lavora da casa.

  • L’intera popolazione utilizza internet per vedersi e comunicare.

  • I negozi retail non hanno più senso di esistere nella maggior parte dei casi.

  • Le grandi aziende tecnologiche sono ancora più potenti a fronte della chiusura delle piccole attività.

  • Bonus e incentivi per mezzi di micro-mobilità elettrici e biciclette.

  • Digitalizzazione di genitori e nonni.

Abbiamo schiacciato 10 anni di progresso sociale e tecnologico in 2 mesi, è incredibile come l’essere umano sia tanto incline al cambiamento e all’adattabilità della propria specie.

Comprimere una decade in qualche mese ci ha fatto guadagnare tempo e consapevolezza sulla vera grande sfida che la nostra generazione ha di fronte:
il cambiamento climatico e la salvaguardia del pianeta.

L’altro volto della medaglia è che non siamo programmati per vivere a questa velocità. La società del XXI secolo ci aveva già abituato alla flessibilità e al cambiamento ma non ancora ad essere ibernati e risvegliati nel futuro.

E così ogni industria che nel 2020 intravedeva segni di cedimento nel 2030 non ha più senso di esistere.

  • Penso alla moda fast-fashion insostenibile per il pianeta.

  • Penso al petrolio.

  • Penso all’industria automobilistica.

  • Penso a tutte le riunioni inutili che si concludevano con la frase “ci aggiorniamo via mail” #ealloracazzofacciamolariunione!?

Svegliarsi in un mondo in cui il tuo lavoro non esiste più è traumatico e in 2 mesi non possiamo certo imparare un nuovo lavoro e porci sul mercato.

Possiamo però iniziare un percorso di formazione che ci porti nuove skills per il mercato del lavoro del 2030.

Volete sapere quale sarà il mio approccio?

Imparare una disciplina che non c’entri nulla con la creatività.

E perchè mai?

Solamente l’incrocio di due discipline opposte sarà ciò che caratterizzerà la nostra unicità nel mondo del lavoro nel 2030.